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Calvizie
La calvizia è una condizione di mancanza, totale
o parziale, dei capelli. Esiste una scala per misurare l'
estensione delle calvizie, questa si chiama scala di Hamilton.
I soggetti appartenenti al livello I della scala di Hamilton
sono quelli che non soffrono di calvizia.
Per calvizia comune si intende normalmente l' alopecia
androgenetica che è solo una delle forme di alopecia
possibili.
Esistono due farmaci che consentono di rallentare, bloccare e
nei soggetti buoni risponditori addirittura invertire (almeno
per qualche anno) il processo di miniaturizzazione dei capelli
causato dalla alopecia androgenetica. Questi farmaci, di
efficacia documentata in numerosi studi scientifici, sono la
finasteride, un farmaco (approvato per il trattamento della
calvizie comune dalla FDA statunitense nel 1997) che deve
essere assunto per via orale e che inibisce il tipo 2
dell'enzima 5-alfa-reduttasi , causa della miniaturizzazione
dei capelli nella zona del vertice e il minoxidil, uno
stimolatore pilifero, che deve essere applicato localmente, e
che viene spesso associato in preparazione ad antiandrogeni
per aumentarne l'efficacia.
Nel gennaio del 2007 la FDA ha inoltre autorizzato la spazzola
laser Hairmax come dispositivo efficace nel contrasto della
perdita di capelli e la stimolazione del cuoio capelluto.
Alternativa alla terapia medica è quella chirurgica,
ricorrendo al trapianto di capelli. L'intervento, se
effettuato da chirurghi veramente capaci dà quasi sempre buoni
risultati in quanto vengono utilizzati capelli della regione
parietale ed occipitale, non soggetti a miniaturizzazione.
La calvizie: perdere i capelli
Nella maggior parte dei casi si vive con angoscia e
frustrazione la perdita dei capelli. Avere pochi capelli in
testa è un problema molto sofferto per gli uomini, ma ancor
più dalle donne colpite dal diradamento (una percentuale non
così limitata come potrebbe sembrare).
La calvizie o il semplice diradamento di qualche zona del
cuoio capelluto è un problema che appare insormontabile a chi
ha già tentato ogni genere di soluzione farmacologica e
cosmetica. Il danno più importante riguarda la percezione che
si ha della propria immagine; nel momento in cui questa appare
irrimediabilmente compromessa, viene pregiudicata anche la
sicurezza in sé, con gravi conseguenze dal punto di vista
relazionale, e quindi lavorativo e sociale in genere.
Da lungo tempo la scienza è alla ricerca del metodo che dia un
risultato soddisfacente e duraturo in grado di contrastare la
caduta dei capelli e restituirli nelle aree dove la calvizie
ha già avuto la meglio.
La calvizie: reinfoltimento personalizzato
Grazie alle nuove tecniche di chirurgia tricologica, é
possibile programmare un reinfoltimento del cuoio capelluto
personalizzato, che tenga conto delle diverse caratteristiche
del paziente come il sesso, l’età, la forma del viso ma anche
la personalità.
Tipologia di calvizie
La calvizie: alopecia stagionale
Si tratta di un effluvium temporanea, che interessa l’intero
cuoio capelluto, più frequente nei cambi di stagione
(primavera ed autunno). La causa é un’infiammazione dei
follicoli che va soffocare la crescita del pelo. La terapia é
ad uso locale.
La calvizie: alopecia areata
Causata principalmente dallo stress, colpisce prevalentemente
le donne giovani e si manifesta con chiazze glabre su tutto il
cuoio capelluto e soprattutto sulle sopracciglia. La terapia
consiste nella somministrazione di cortisonici, anche ad uso
locale, e farmaci che bloccano l’eccessiva reazione
immunitaria.
La calvizie: alopecia da ovaio policistico
In questo caso la perdita di capelli é diffusa alla fronte, al
vertice e perfino sulla nuca. La causa é ormonale (spesso
correlata all’aumento di ormoni maschili) e porta con sé altri
disturbi come eccesso di peluria, acne, irregolarità
mestruali. La terapia può essere a base di antiandrogeni, con
l’inconveniente di un aumento di peso ed alterazioni
dell’umore.
La calvizie: alopecia androgenetica
L’involuzione del bulbo pilifero é causata da una
predisposizione genetica, che determina una continua
trasformazione del testosterone in diidrotestosterone. L’unica
terapia efficace é la finasteride, da non somministare però
nelle donne in età fertile.
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